Hollow
Un'ora di niente: identità visiva per una float spa, dove si galleggia al buio e nel silenzio.
- Tipo
- Concept per il brief n. 26 di briefmeup
- Anno
- 2026
- Ruolo
- Concept, logo, palette, caratteri, spazi, applicazioni, campagna e spot video
- Immagini
- Create con l'AI: Nano Banana per le foto, Kling per il video
un'ora al buio, nel silenzio,
sospesi nell'acqua.
Un marchio per un posto dove non succede niente: buio, silenzio, una vasca d'acqua e sale.
Togliere per sentire di più. Il vuoto non è una mancanza: è lo spazio in cui entrano luce e acqua.
Un logo con un vuoto dentro, e un sistema che lo ripete ovunque: negli spazi, sugli oggetti, in città.
Da dove sono partita
Hollow è il brief n. 26 di briefmeup: una float spa per chi vuole staccare davvero. Si galleggia per un'ora in una vasca di acqua e sali, al buio e nel silenzio. Niente telefono, niente luce, niente rumore. Il pubblico è fatto di Gen Z e millennial, curiosi di esperienze immersive e di digital detox.
Il brief chiedeva un luogo più vicino a un'installazione d'arte che a un centro benessere: cemento, ombra profonda, una sola vasca che si illumina. E vietava i cliché del wellness: niente fiori di loto, niente sfumature morbide, niente estetica green.
Il nome mi ha dato la prima risposta: hollow vuol dire cavo, vuoto. E in questo progetto il vuoto non toglie, fa spazio.
Come si disegna un marchio per un posto dove non succede niente?
Dal niente al vuoto
Il cerchio o il vuoto?
La prima idea era una O cava: la vasca vista dall'alto, un oblò di luce. Bella, ma il cerchio nel wellness è ovunque, è il nuovo fiore di loto.
Così il vuoto è entrato dentro la parola: le due L si allontanano e lasciano spazio. Un logo che non si chiude mai, e dentro cui si può mettere di tutto.
il vuoto
è nel nome
Tra hol e low c'è uno spazio fisso: è la x, l'unità che misura tutto il sistema. Dentro passa una fessura di luce indaco, più sottile delle lettere e più lunga delle aste, così non si legge mai come una terza l.
il vuoto come contenitore
Buio minerale, luce nel vuoto
Il 98% è cemento, notte e sale. La luce compare solo dove si apre un vuoto, e cambia colore con l'esperienza: blu quando entri, viola quando sei sospeso, magenta quando torni.
Si entra nel nome
La boutique ripete lo stesso gesto del logo: due masse e una fessura di luce. Si entra dal vuoto tra hol e low, la reception è fatta di due blocchi, porte e luci sono tagli nel cemento. E il colore della fessura cambia con il percorso.
Il corpo, a frammenti
Le persone non si vedono mai intere: un volto che affiora dall'acqua, una mano che sfiora la superficie, un profilo dietro il vetro. Le immagini raccontano la sensazione, non il servizio.
Si sente prima di vederlo
Nessun inchiostro dove basta il rilievo. Il nome è impresso a secco o ricamato tono su tono, la fessura è un taglio vero, fustellato o cucito, da cui passa la luce. Anche quello che porti a casa ha la sua fessura.
Il vuoto come finestra
Sullo schermo il vuoto si apre: dentro passano le immagini, il tempo della sessione, il colore della fase. Il sito parla piano, come lo spazio, e il feed alterna tipografia e frammenti di corpo.
un'oradi niente.
La campagna fa quello che fa la spa: toglie. In mezzo al rumore della città, quasi tutto il cartellone è buio, e il claim è spezzato dal vuoto del logo, come ogni cosa di Hollow.
entri.
sospendi.
torni.
Trentuno secondi per raccontare un'ora. Un telefono che si spegne, una raffica di immagini a tempo di musica, poi il buio. Il corpo attraversa le tre fasi, e alla fine resta solo il nome.
fotogrammi: nano banana · video: kling 3.0 · musica: elevenlabs · montaggio: patricien
- Concept e voce del marchio
- Logo e sistema del vuoto
- Palette, caratteri e regole d'uso
- Facciata, reception e sale
- Pass, amenity, tessili e oggetti
- Sito, feed Instagram e post
- Campagna in città
- Spot video di 31 secondi
Progetto concettuale per il brief n. 26 di @briefmeup. Foto e video generati con l'AI (Nano Banana, Kling), musica con ElevenLabs: direzione artistica, montaggio e grafica sono miei.
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